sabato 14 gennaio 2017

Citazioni dal Libro "Identità di genere", Joseph Nicolosi/2

Continuiamo con le citazioni di questo libro che raccontano l'esperienza di uomini che con coraggio e tenerezza cercano di riassemblare i pezzi della propria identità e di mettersi in cammino verso la propria mascolinità.

Citazioni dal Libro Identità di genere, Joseph Nicolosi/2


Dipendenza sessuale e tristezza

"Accettare la realtà traumatica del fatto che i genitori non l'avevano mai "visto" ha portato un diciottenne, intrappolato in un ciclo ripetitivo di atti sessuali, ad ammettere che il doloroso lavoro emotivo della terapia era meglio che rimanere fissato in un ciclo senza fine di fantasie riguardo ad altri uomini. "Preferisco piangere", ha detto, "che continuare a masturbarmi"."

Joseph Nicolosi, Identità di genere.


Vergogna e vicinanza con altri uomini

"Un cliente spiega la frustrazione (...):
Non riesco mai ad avvicinarmi abbastanza al corpo maschile. Per quanto io gli sia vicino, non mi basta mai. Fantastico su cose elaborate e impossibili che mi permettano di stare più vicino a un uomo di quanto sia possibile nella realtà. Voglio essere la calza sul suo piede; voglio essere la camicia sulla sua schiena...e ancora non è abbastanza. Voglio essere il tatuaggio sulla sua pelle, voglio essere dentro il pene dell'altro uomo. E ancora non è abbastanza vicino! Non funziona. Cerco di ottenere da un altro uomo quello che sento che manca in me.
Compenso il mio dolore con lo sfogo sessuale, ma in fondo capisco che non riesco mai a essere abbastanza vicino! Neanche nella fantasia, neanche potenziandola con la masturbazione. Non riesco mai ad avvicinarmi abbastanza per cancellare il mio dolore di essere separato da, altro da, inferiore a gli altri uomini.
Perchè non riesco ad avvicinarmi abbastanza? Vergogna. Vergogna di desiderare di essere così vicino. Questo intenso desiderio è ciò che mi separa dagli altri uomini. La vergogna è il mio nemico. Il mio nemico non è l'omosessualità; il mio nemico è la vergogna."


Joseph Nicolosi, Identità di genere


Attrazione e consapevolezza

Un tale ha detto:
"Quando vedo un ragazzo attraente, la mia prima reazione viscerale è un impulso sessuale. Pensandoci più a fondo, il desiderio profondo è: "Vorrei conoscerlo, scommetto che potrebbe insegnarmi la mascolinità."
Un esempio di questo bisogno autentico, sotterraneo, è espresso da un cliente di trentasei anni:
"Stavo tornando a casa in macchina, l'altra sera. Davanti a me c'erano due ragazzi, ventenni, in bicicletta. E mi hanno sconvolto sessualmente. Sono arrivato a immaginare di fare sesso a tre con tutti e due. Poi ho detto: "Aspetta! Cosa sto facendo? Da che cosa sono veramente attratto?". Mi sono ripreso e mi sono reso conto che quello che volevo era essere con loro, andare in bicicletta con loro, parlare, ridere. Quello che volevo in realtà era essere uno di loro. Non ho mai fatto cose così quando avevo la loro età".


Joseph Nicolosi, Identità di genere


Le occasione perdute

"Affrontando le perdite della propria vita e il desiderio recente di vera intimità, un uomo ha confessato:
Sono triste che le cose siano andate così per me. Anche ora, ogni volta che vedo un padre con un figlio piccolo, sento che voglio essere quel bambino. E' sempre la stessa pugnalata, una nostalgia profonda, una fame...così profonda.
Sono triste per tutto il tempo che ho perso nella vita, triste per quello che ero. Debole, spaventato, negativo, molto critico verso me stesso, invidioso degli altri ragazzi e solitario mentre gli altri si divertivano. Ho perso un sacco di occasioni. Non ho vissuto come avrei potuto e quando ne parlo ora, penso: "Che tragica perdita di tempo!". Che illusione è pensare di poter risolvere tutto questo con un altro ragazzo."


Joseph Nicolosi, Identità di genere


Vergogna e comprensione terapeutica

A un certo punto della terapia, un paziente ha provato pienamente la vergogna con il sostegno e la comprensione del terapeuta e, alla fine, l'ha messa da parte. Messa via la parte più profonda della sua vergogna gli si è aperta una nuova vita, caratterizzata da aspirazioni più mature e speranze realistiche:
Ho imparato che il potere dell'immagine maschile non sta in quello che lui è, ma in quello che non sono io. E io posso andare a inseguire la distrazione di quello che è lui, o affrontare la realtà dolorosa di quello che non sono io.
Per la prima volta nella mia vita non sto scappando da me stesso. Sto provando com'è non provare vergogna. E' fantastico andare in giro e non provare vergogna!


Joseph Nicolosi, Identità di genere


Dolore e Omosessualità

"Un uomo ha spiegato:
L'elaborazione del lutto mi permette di generare la mia vera, autentica, profonda tristezza-di sentirmi ferito, abbandonato-tutta la solitudine che non ho potuto esplorare da bambino. Ero spesso molto triste; mi sentivo solo in mezzo a una grande famiglia e credevo di non avere il diritto di esprimere i miei veri sentimenti di tristezza quando venivo ferito.
Mi sembrava di ricevere il messaggio che non avevo voce e di non provare neanche a parlare perché i miei sentimenti sarebbero stati screditati. Nell'elaborazione del lutto sono in grado di rivivere quell'orrore e di sperimentarlo in un ambiente sano invece che seppellirlo e negarlo e temerlo. Ora lo sto elaborando in un modo sano. Ora so che siamo fatti per provare il dolore e non per seppellirlo.
Quando sento il dolore, il mio bisogno di usare l'omosessualità per coprirlo è molto molto meno intenso."


Joseph Nicolosi, Identità di genere