domenica 11 dicembre 2016

L’insaziabile bisogno di essere visto e la voglia di volere















Che poi oggi lo vedo con sempre maggiore chiarezza. Il danno, la ferita, il buco che mi porto dentro. Il laccio che limita la mia libertà. No, non parlo dell’omosessualità. Quella è una conseguenza, è un tentativo maldestro della mia psiche di proteggermi, di risolvere le cose. Lo vedo quotidianamente e ogni giorno ci faccio i conti. L’insaziabile bisogno di essere visto. E’ questo il centro, lo snodo centrale. Il narcisismo. Quando gli altri non esistono, se non in funzione mia. Quando in ogni situazione non posso accontentarmi di essere uno tra tanti. Ma in ogni situazione devo essere quello speciale, quello particolare, quello che gli altri ricordano. L’applauso poi, desidero l’applauso forte e scrosciante. “Che bravo ragazzo sei Joseph.” Eh si forse non ci vuole la psicologia, per vedere me bambino che disperatamente cercava amore dai suoi genitori e lo trovava solo a certe condizioni. E allora doveva farsi vedere. E oggi? Oggi sto crescendo, oggi sono sempre più consapevole di questo, dei lati oscuri del mio carattere, della mia profonda strumentalizzazione delle relazioni. E poi, tutto qui? Si resta cosi? Non lo so, credo di no. Oggi ho voglia di desiderare. Voglio volere, direbbe Ligabue. Voglio volere cosa? Voglio voler amare. Voglio voler godere delle relazioni, delle situazioni, libero dal servire me stesso. Voglio voler perdonare i miei genitori. Voglio volerli abbracciare. “Vi capisco, avete fatto quello che potevate!” Voglio voler essere un uomo tra gli uomini, qualsiasi. Voglio voler amare ogni giorno di più la mia ragazza. Eh si, il narcisimo non va a braccetto con l’amore. Voglio voler essere grato. Voglio volermi donare. Voglio voler essere libero dall’invidia. E allora le cose assumono un altro significato. No, non sono solo Joseph, il bambino con un insaziabile bisogno di essere visto, sono di più, sono anche Joseph, che vuole desiderare di amare, di essere una persona migliore, di perdonare gli altri, di andare incontro alle necessità degli altri, che vuole voler dimenticarsi se stesso, e la propria immagine costruita di vittima eroica. Ci riesco? Non ci riesco? Ma davvero, amici miei, conta? Io credo di no, credo che ciò che dà un senso che alla nostra vita è ciò che abbiamo nel cuore, quello che desideriamo desiderare. Al di là della nostra umanità, che può essere stata corrotta dai fatti della vita, che è soggetta a fluttuazioni sulla base di sentimenti, pensieri. Cose che vanno e vengono. Le intenzioni che desideriamo avere, restano. Sopra a tutto. E vanno coltivate, amate e sostenute. Che stiamo cercando? Viviamo come vittime dei condizionamenti passati o vogliamo di più? Non sto parlando di sognare mondi paralleli ed impossibili. Sto dicendo di cercare, dentro di noi, l’intenzione profonda che desideriamo, al di là di come sono andate le cose per noi. Cosa, farò in questa ricerca dell’amore? Bastonerò a sangue la mia parte che ha un insaziabile desiderio di essere visto? No, assolutamente, sembra un paradosso, ma io voglio voler amare anche questa parte. E’ questo che voglio, voglio voler amare, nel senso più alto che c’è dell’amore.