venerdì 23 dicembre 2016

L'angoscia del Natale





E poi sono tornato a casa. C’è l’albero. Il presepe. Ci sono i miei. I miei fratelli. La casa in cui sono cresciuto. C’è la voglia di stare insieme. Di godersi le feste. C’è la recita di Natale. I bambini che aspettano i regali. Parenti che cucinano da un mesetto almeno. “Che faccio congelo?”

Poi penso ad altre cose: penso a un servizio del TG3. Di diversi anni fa. Penso al giornalista che parlava di “angoscia del Natale.” Parlava della corsa ai regali, delle code, del traffico congestionato, della poca voglia di stare con i parenti. Allora si, mi rendo conto, che abbiamo reso quasi tutto paradossale: “angoscia del Natale”, quanto mi suona strano. Per carità, posso anche capire i livelli di stress, l’organizzazione e quello e quell’altro. Tutte cose da cui mi tiro magistralmente fuori. No, non ne sono fiero. Non riesco a stare appresso a questa roba, scusatemi. Però sono felice.

Mi piace stare tutti insieme da nonna. Il caos, stretti. La fila per metterci seduti. Il nervosismo che si respira. Sono felice, perché oggi è nato il Salvatore. Ma davvero abbiamo bisogno di essere salvati? SI penso di si. Penso che Gesù è venuto proprio per me. Non è venuto per Joseph bravo psicologo, che sa come funzionano le cose, che si sente sicuro di sé, di quello che è e di quello che fa. E’ venuto per Joseph, quando è stanco, quando non capisce il perché di tante cose, quando si arrabbia, quando fuma troppo. Quando è deluso, solo, lontano da tutto e tutti. Quando cade.E’ li che è venuto a salvarmi, perché li, davvero, solo Tu, puoi entrarci, nessun’altro. Si è per questo che sono felice, perché ho Chi mi salva, quando io non posso salvarmi, quando non sono in grado di sistemarmi le cose. E tu ce l’hai un Salvatore? Eh no, non venirmi a dire che a te tutto quadra sempre, perché non ci credo. Al massimo ti sei rassegnato al fatto che le cose non sempre tornano, forse.


E sono grato. Di tutto. E stiamo per metterci a tavola. “Manca un posto.” “Ci pensi tu, zio?”. “Se capirai, quello prima che si muove.” Eh no, non siamo perfetti, non sono perfetto. Siamo chiamati a crescere nell’amore. Ma abbiamo Chi ci salva, grazie a Dio. Allora no non provo angoscia, ma una grande voglia di ringraziare. Grazie, Signore. Grazie Gesù. Benvenuto anche quest’anno. Grazie di non stancarti mai. Di me. Di noi.