venerdì 13 maggio 2016

Se "Love is Love", dico anch’io la mia.



Ok ci provo. Sicuramente uno dei post più impegnativi scritti finora. La testimonianza a cuore aperto sui miei trascorsi omosessuali? La lotta apocalittica con la Verità fatta persona? Niente al confronto. Qui la posta è molto più alta. Qui è tutto molto più fraintendibile. Voglio parlare di lei, di noi. Perché lo faccio? Per fare un post un po’ sul versante sentimentale? Per rispolverare un po’ di romanticismo? No la faccio per un altro paio di motivi. Un po’ glielo devo. A lei, dico. Eh si avete ragione questo è un po’ sentimentale.
Il motivo principale, comunque, è che voglio parlare dell’amore. Love is love, no? Bene, parliamone allora. Io vi dico quello che ho trovato io, quello che ho capito io. Chi è lei per me. Poi se vi va di raccontarmi altri tipi di amore, li ascolto volentieri.
Comincio col dirvi che io la ragazza in questione la conosco da una vita, ne abbiamo passate varie insieme. Continuo col dirvi che io questa ragazza l’ho ferita. Non una volta sola. Tante volte ci siamo detti “Ti amo”, per poi ritrovarci il giorno dopo a raccontarci che il nostro rapporto non poteva funzionare. Ci siamo presi e lasciati. Più io che lei, sinceramente. Tanti dubbi, domande. E se la sto prendendo in giro? E se, in fondo, io una donna non la so amare? Ma sono realmente attratto da lei fisicamente? E poniamo che, si, forse sono pronto per stare con una donna ma chi mi dice che sia lei? Forse è troppo insicura, fragile, a tratti quasi ingenua. Mi sentivo di avere un vaso di ceramica nelle mani di un elefante. Forse dovrei stare con una donna così, così e così, mi dicevo. E lei vedendomi così instabile e restio nell’aprirmi autenticamente con lei, avrà avuto le sue perplessità. Le mie domande si potrebbero riassumere con “E se mi scopre, che succede?”
“E mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono, ma se spariscono le prove poi l’assolvono.”, diceva Povia in una famosa canzone che in qualche modo mi riguarda da vicino. Ecco io mi sentivo così.
Cos’è cambiato? Perché siamo qui? Perché stiamo per compiere scelte così impegnative? Cosa ci ha salvato? Ok per chi già mi ha letto forse risulterò ripetitivo ma la scelta ci ha salvato, in particolare la scelta dell’amore.
Un bel giorno, in un periodo intenso, uno dei quei periodi in cui la vita con la sua carica di drammaticità ti fa piantare i piedi ben a terra e alzare lo sguardo un po’ al cielo, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo accorti che ci volevamo bene davvero. I nostri tentativi di un rapporto stabile, però, erano tutti già miseramente falliti.
E ora che si fa? Noi a realizzare quel bene ci avevamo già ampiamente provato, non funzionava. Abbiamo scelto, allora. La sincerità, pima di tutto. Basta cazzate, tipo questo tra fidanzati si può dire, questo meglio di no. Dirci tutto e basta, punto primo.
Punto secondo: il mio amore è totalmente insufficiente per questo, questo e quest’altro motivo, ma prometto che non desidero niente di più che amarti davvero, mi impegnerò in questo. L’impegno.
Abbiamo scelto quindi di amarci, di impegnarci in questo e di parlarne sempre. In particolare proprio quando queste cose ci sembrano vacillare. Quanta fatica, ma quanta bellezza, verità, amore! Un incontro vero, finalmente! Ognuno con le sue fragilità e insufficienze, ma con la possibilità di fare sempre meglio, imparando insieme a donarci l’uno all’altra. Che rivoluzione è stata per me, per noi!
L’amore è soprattutto una scelta. Quando quel giorno non mi va, e magari anche quello dopo. Quando devo aspettare perché per salutare a fine serata ci metti una vita. Quando mi tempesti di domande e io vorrei solo stare zitto. Quando mi metti in mezzo raccontando ad altri storie di noi due che io avrei volentieri tenuto per me. Quando provi a organizzarmi il mio week-end di riposo con improbabili gite. Quando dopo un bel po’ che stiamo al telefono non vuoi proprio attaccare e mi chiedi se ti penso, quando vuoi coccole e protezione e io vorrei solo farmi gli affari miei. E’ proprio lì che scelgo di amarti. Non me ne vado più. Non scappo più. Che gioia, sono libero! Posso amare oltre il mio limite, posso spostare il mio limite ogni giorno un po’ più in là, anche se con non poca fatica. Posso essere davvero tuo, possiamo essere davvero una cosa sola, nonostante me, il mio essere piccolo ed egoista. Un po’ come te, in fondo. Ma che le donne sono più brave ad amare un po’ si sa, dai.
E quando penso a quelle parole, a quelle promesse che tra non molto ci diremo non posso che sussultare di gioia amore mio. Ce l’abbiamo fatta, allora, non erano tutte cavolate, siamo davvero pronti per rinnovare quelle promesse, quell’impegno ogni giorno.
Lo so che è molto diverso da: “E’ finito l’amore.” “Devo ancora trovare quella che mi fa girare la testa.” “Non sento più niente.”
So che dire che l’amore si sceglie, che ci vuole impegno, responsabilità, voglia di cambiare per incontrarsi con l’altro è controcorrente.  Ma questo è l’amore che ho conosciuto io, quello che mi ha fatto uomo, che mi rende felice, che mi ha fatto crescere e che mi permette di mettere a frutto i doni che ho ogni giorno di più. Questo è l’amore che ho conosciuto non solo con la mia ragazza, ma in generale e volevo trasmettertelo.
Le ultime due parole, anche per rispondere ad alcune domande che mi vengono fatte: si sono cristiano. Cattolico. Si nel mio percorso di vita è stata importante la Chiesa, la preghiera, avere un dialogo con Chi credo mi abbia voluto al mondo. E’ stato importante avere un Padre che mi dicesse: “Tu sei molto di più, sei molto di più delle tue insicurezze e dei tuoi errori, guarda nel tuo cuore ci sono desideri grandi, li realizzerai.”
E’ stato importante trovare il perdono e l’amore quando io quei desideri non riuscivo a vederli o non mi interessava proprio di realizzarli perché qualcuno mi ingannava dicendomi che mi meritavo meno. “Farai meglio Joseph, lo so, non rassegnarti, non disperare, credo in te, ti voglio bene.”
Allora oggi mentre provo a raccontarti tutta la bellezza che ho trovato provo a dire a te: “Non siamo solo quello che abbiamo fatto oggi o nel passato, siamo molto di più, siamo anche ciò che vogliamo e desideriamo.
Si, amico mio, possiamo davvero buttare il cuore oltre l’ostacolo, come diceva qualcuno. Ed è straordinario. Se sbagli, se non ti interessa, se non ci riesci, se stai bene così voglio darti un'ultima Buona Notizia, la più importante: “Sei amato, sei un figlio speciale. Qualunque cosa tu faccia, incondizionatamente.” Ti voglio bene (o meglio voglio volerti bene)

                                                                                                                                 
                                                                                                                          
                                                                                                             Joseph Marlin